UNA PRATICA DEL PASSATO CHE RITORNA MINACCIOSA
Fino ad oggi nessuno ne parlava ma vediamo in breve come si è evoluto il modus operandi dei criminali tradizionali rispetto al nuovo tipo di criminalità attuale in cui gli stessi hanno ampliato il proprio livello culturale così da poter estendere il loro “lavoro” fino a settori un tempo impensabili come
ad esempio quello delle estersioni informatiche.
LA STORIA
In quest’ultimo decennio, grazie all’avvento delle moderne tecnologie, la brutale pratica criminale dei SEQUESTRI di persona è quasi completamente scomparsa. Negli anni caldi, infatti, la maggior parte dei rapimenti era portata a termine da banditi che all’epoca non possedevano ancora la cultura e le conoscenze tecnico-informatiche necessarie oggi giorno per portare a termine un sequestro senza venir catturati.
Durante questi ultimi anni però, l’avvento dei cellulari, le nuove tecnologie per marcare le banconote, i micro apparecchi GPS, (tracking) ed altro ancora, tutto questo ha fatto sì che perpetrare un sequestro di persona divenisse una cosa quasi impossibile o, per meglio dire, troppo rischiosa.
Ma tutto ciò ora è cambiato perché la nuova criminalità sta rapidamente ritornando a questa pratica e ciò esclusivamente grazie all’avvento di una nuova tecnologia ovvero, attraverso una tipologia di transazione elettronica anonima che dà la possibilità ai sequestratori di riscuotere il riscatto senza doversi esporre personalmente al ritiro dello stesso e quindi senza correre nessun rischio.
Fino ad oggi infatti, il maggior rischio che i banditi correvano nel portare a termine un rapimento, non era tanto l’azione fisica di per sé, quanto il riuscire ad impossessarsi del riscatto senza essere presi poiché le forze di polizia, sia Italiane che internazionali, sono altamente specializzate nel combattere i sequestri “tradizionali” ma adesso anch’esse si trovano ad un impasse ….
Perciò in pratica, se una volta catturato l’ostaggio, i banditi non devono più esporsi “fisicamente” alle azioni necessarie per ricevere il suo riscatto, a questo punto risulta ovvio che non corrono più nessun pericolo ed anzi, saranno sempre più incentivati nel continuare questa pratica.
Ma perché affermiamo che questi criminali non corrono più rischi? Come fanno allora a recuperare “il bottino del loro riscatto”???
Semplicemente stando comodamente seduti su di una poltrona con un laptop o addirittura con uno smartphone da pochi euro nelle proprie mani ed un collegamento Internet. Unici requisiti necessari: possedere un portafogli elettronico (e-wallet) e un indirizzo anch’esso elettronico (anonimo e irrintracciabile) per poter ricevere in deposito i soldi del riscatto che, in questo caso non sono più le tradizionali banconote ma i cosiddetti “BITCOINS,” ossia una moneta elettronica convertibile in denaro contante.
Purtroppo nessuna testata giornalistica si è mai occupata di indagare questa nuova minacciosa problematica e allo stesso modo, quasi nessuna azienda italiana che si occupa di Sicurezza, si è mai preoccupata di aggiornarsi nè nantomeno di correre ai ripari cercando di offrire ai propri clienti nuovi metodi e tecnologie di prevenzione e difesa contro i sequestri di persona. Viene spontaneo chiedersi perchè??? ...
ERRORI
Abbiamo qui sopra parlato di "Bitcoins" soltanto perché questo è il termine più conosciuto dalle persone comuni ma in realtà, non si tratta di Bitcoins: per motivi di sicurezza, non menzioniamo qui il vero tipo di cripto-valuta che viene usata in questo tipo di crimini; i Bitcoins sono rintracciabili e anzi, regna una grande confusione su quello che è il funzionamento tecnico e la tracciabilità delle varie monete virtuali.
Sono stati scritti parecchi articoli che spiegano o menzionano tecniche forensi per poter risalire a indirizzi elettronici, transazioni e addirittura nominativi appertenenti ai supposti responsabili (criminali): ma tutto questo diviene fantascienza nel momento in cui i criminali utilizzano l’appropriato tipo di moneta elettronica. È già stato provato, purtroppo che la cripto-valuta, se usata correttamente, non è rintracciabile ma, non vogliamo qui entrare in dettagli tecnici o in disquisizioni informatiche.
Perciò, se l’organizzazione criminale è composta da dei veri professionisti, includendo quindi persone con ottime conoscenze informatiche, (che soprattutto nei paesi dell’Est non mancano) sappiamo che è oggi impossibile rintracciare (tracking) qualsiasi account/persona fisica o agenzia bancaria in cui avvengono le varie operazioni.
Oltretutto esiste poi un altro fattore determinante per la buona riuscita di un sequestro e questo è rappresentato dalle telecomunicazioni. Nel passato, infatti, era possibile, da parte delle forze di polizia, intercettare comunicazioni cellulari e radio utilizzate dai criminali durante il sequestro.
Oggi con l’avvento delle recenti tecnologie radio digitali, totalmente criptate, è impossibile riuscire a decifrare le comunicazioni. Per non parlare poi della grande disponibilità di vari software gratuiti di telecomunicazione via Internet, che utilizzando delle VPN (canali sicuri) attraverso il Dark web, fanno sì che nemmeno la NSA (National Security Agency) sia in grado di rintracciare queste persone in nessun modo.
La prova chiara e lampante di tutto ciò la troviamo sta nel primo SEQUESTRO IN EUROPA con riscatto in Criptovaluta accaduto recentemente in Norvegia, dove la moglie di un riccho imprenditore e è stato sequestrata. Potete leggere l'articolo originale del Corriere della Sera cliccando sul link di seguito: Rapita moglie Imprenditore miliardario
SOLUZIONI
Ovviamente non esiste un’unica soluzione a questo problema ma, basandoci sulle nostre esperienze operative, sviluppate nella criminalità estrema delle città Brasiliane, crediamo che l’unico vero mezzo di prevenzione contro questo tipo di crimine sia la divulgazione (da parte dei media) e l’insegnamento agli addetti alla sicurezza: da un lato cioè, l’insegnamento basato su un addestramento informatico sempre più specializzato delle nostre forze dell’ordine (per cercare per esempio delle falle informatiche durante le richieste di riscatto, poiché è sufficiente una piccola svista o un minimo errore nell’uso del computer, da parte dei criminali coinvolti, per potersi infiltrare o per rintracciare indirizzi elettronici che riconducano agli stessi).
Dall’altro, rendere i cittadini coscienti di questi pericoli e far sì che i professionisti del settore illustrino e insegnino ai potenziali bersagli, (magistrati, avvocati, politici, imprenditori, etc.) le corrette tattiche e metodi di prevenzione da implementare nella vita quotidiana per difendersi da questo tipo di crimini.
Purtroppo, questo nuovo tipo di sequestri con richiesta di “riscatto elettronico” rappresenta un gravissimo problema nell’immediato futuro soprattutto perché non si è ancora preso atto di tale nuova pratica e , come conseguenza, l’Italia, insieme ad altri molti altri paesi, potrebbe raggiungere, in quest’ambito, gli stessi livelli di pericolosità di nazioni violente quali Messico e America Latina in cui i sequestri di persona fanno parte delle routine quotidiana.
